lunedì 28 giugno 2021

Il mio viaggio continua

 


Contrariamente a tutti i programmi fatti, dopo la presentazione di ottobre al Conventino a Firenze, la chiusura delle regioni per Covid ha cambiato completamente rotta al mio Viaggio.


Ma la vita è così e chi viaggia lo sa bene!

Ho passato l'inverno, il primo dopo tanti anni d'India, in Italia a Barbaso, una frazione sulle colline fra Torino e Asti, ospite in una canonica di una piccola chiesa chiusa.

Sono stata accolta dalla comunità del luogo e dei paesini circostanti con calore ed entusiasmo così, per gratitudine, ho potuto esercitare la meravigliosa condizione di donare aiuto a chi ha bisogno, di praticare lo scambio eliminando laddove si possa l'alienante denaro.

Ho riassaporato la solitudine, non dovendo condividere casa, la libertà di decidere di leggere un libro anche tutto il giorno.

Ho rivisto la neve e l'incanto di camminare nel bosco proprio mentre nevicava mi ha plagiata.

Ora capisco il significato profondo di una frase udita qualche tempo fa:

ENTRARE NEL BOSCO È COME ENTRARE A CASA DI QUALCUNO.


Oltre a leggere, camminare e aiutare gli altri mentre gli altri aiutavano me mi sono dedicata all'acquerello. Un'arte che mi spaventava e che forse mi spaventa ancora per la sua libertà... fluido incontrollabile che si esprime con trasparente leggerezza.

Ma anche in questo caso l'innato spirito ribelle è venuto in soccorso: a mano libera e togliendo gli occhiali non sono più caduta nella viziosa trappola delle pennellatine dei particolari.

Ecco il disegno dell'iniziazione!!!


Ho lasciato Barbaso e tutte le meravigliose persone che mi hanno accompagnato nel mio "Viaggio" invernale i primi di giugno.

Da allora continuo a diffondere il mio libro...alla galleria Marco Polo di Torino.....


al vivaio di rose antiche Feletig....


alla biblioteca di Mombercelli...


e ora che sono in Veneto alla Biofattoria Rio Selva di Preganziol...


...un posto magico dove sono ritornata dopo cinque anni.

Dove vive ancora Bruno che come sempre ha voluto insegnarmi qualcosa di speciale.

Il giorno di S. Giovanni, 24 giugno ci siamo alzati all'alba e con un contagocce siamo andati a raccogliere le gocce di rugiada sulle foglie filiformi dell'erba.

È rugiada benedetta ... 9 gocce in un litro d'acqua fanno l'acqua santa rimedio per innumerevoli problematiche.

Parte di quell'acqua l'abbiamo usata per fare la nuova pasta madre che servirà per il pane di tutto l'anno.


Chiudo con una foto di Venezia che finalmente ho rivisto...affascinante più che mai ... (con poca gente)!!!


.....a presto... Sara!

                            

   PS:  I PROSSIMI APPUNTAMENTI...


La foto dell'evento....



















 

domenica 27 settembre 2020

Il cambiamento



Oggi mi sono alzata presto come sempre del resto e, dopo aver accolto l'alba meditando, ho fatto colazione.

E' il mio pasto preferito iniziare con gioia la giornata!

La creatività si è snodata leggera come l'itinerario di un viaggio: libera di prendere forma, colorare il tempo e le sue intenzioni.

Seduta su una seggiola ho pensato istintivamente al mio blog: un giorno giusto per fermarmi un attimo e scrivere di questi mesi.

Alla fine di aprile è uscito il mio libro: IL CORVO E IL MARE edito da Albatros e firmato con il mio nome indiano: Ganga dasi.


 Libro che nasce con  la decisione di condividere la mia esperienza di donna che viaggia ormai da 20 anni.

Accorata testimonianza di quanto viaggiare sia l'efficace strumento di conoscenza per scoprire questo nostro mondo così tanto affascinante e poi dilagare nella consapevolezza più intima di come siamo.

Strumento che s'insinua nei meandri più nascosti del nostro essere permettendoci di Vedere...di Sapere.

Un libro dai contenuti pratici che cerca di descrivere il processo di un'esperienza con le emozioni che la circondano.

Un libro che cerca di svelare quanto tutto alla fine sia così semplice e di quanto, per ironia della sorte, siamo proprio noi a complicarci l'ineludibile flusso della vita.

Appena abbiamo potuto riprendere gli spostamenti ho cominciato a organizzare piccole presentazioni fra amici, conoscenti, amici di amici usando le nostre belle piazze o la pace di qualche giardino.

A Torino ho scelto il magico parco del Valentino, 


 

i Circoli Letterari all'aperto di Firenze


e quello splendido "scrigno" interno al Palazzo del Comune di Ascoli Piceno.


Dopo una breve pausa al mare che ho apprezzato veramente tanto poichè non lo vedevo da molto tempo


...Ora riparto!

Mi aspettano presentazioni più ufficiali organizzate nelle librerie, nei circoli e nelle associazioni.

Quest'anno non credo sarà possibile andare in India...così quando potrò, oltre a viaggiare per le città italiane, viaggerò per boschi.



E come per l'India pensavo di offrire, a chi fosse interessato...la mia guida per sentieri!

L'ho chiamata: CAMMINI SILENZIOSI

Un'opportunità di cammino per sentieri facili e distensivi da fare prevalentemente in silenzio.

Un modo per ritrovare se stessi, un po' di pace, di equilibrio in questo periodo di cambiamento non certo facile.

Il bosco può fare molto per noi!

Può aiutarci, anche solo nello spazio di un mattino, a ritrovare il "centro" sul quale poi poter ruotare tutto il resto della settimana.

E se riesco ad organizzarmi, non escludo anche tutto un bel fine settimana da abbinare a méte adatte alla ricerca della nostra pace.

Il covid non uccide la nostra creatività, anzi potremmo addirittura considerarlo un forte stimolo per scoprire nuove dimensioni, rivalutare tempo e spazi perduti, ricominciare a volersi bene riprendendoci cura di noi stessi USANDO e non DISTRUGGENDO ciò che l'Universo da sempre ci dona.



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giovedì 21 maggio 2020

PENSAVATE FOSSI MORTA?

....e invece no!!
Eccomi qua, spuntare improvvisamente e allegramente come un pop- corn!!
Ad essere sincera, fino a stamattina, mi ero completamente dimenticata di avere un blog attraverso il quale comunico col mondo!!
Inutile fare le mie scuse, questo è quello che è..ma ho voglia di rimediare, sono già di fronte al computer a raccontare un lungo periodo che come sempre mi sembra passato in un attimo.
Voglio cominciare dal 27 Marzo 2020...con una foto che farà epoca.




Questo è l'aeroporto di Delhi!
Completamente deserto...in pieno lockdown per il coronavirus!
C'eravamo solo noi italiani.
Erano le 4 del mattino quando con un volo Alitalia abbiamo lasciato l'India per far ritorno a casa.
Che cosa mi ha fatto tornare?
E' venuta a mancare la caratteristica principale che sta alla base di qualsiasi viaggiare: "la libertà di movimento"...quindi se prigione deve essere...meglio quella di casa!



Detto questo torniamo un passo indietro, al 13 Ottobre 2019 giorno in cui sono invece atterrata a Delhi in un aeroporto ben diverso da quello della foto. Senza neanche passare la notte in città ho preso il primo treno per Varanasi. Sono arrivata trepidante alle acque di Madre Ganga, mi sono bagnata e finalmente mi sono placata!



Sono seguiti i grandi festeggiamenti di Diwali ai quali certo non potevo mancare!
Poi giorni e giorni, anzi quasi 2 mesi nella mia dimensione preferita vivendo il fecondo influsso spirituale di Madre Ganga e della vita che Le gira intorno.



Quest'anno i miei viaggi in compagnia hanno avuto come protagonisti:... amici.
A novembre ho accompagnato Luigina e sua sorella Margherita una settimana in Tamil Nadu.
Sono state felici di conoscere Auroville e la sacra atmosfera dell'ashram di Ramana Maharshi.

Mentre durante la seconda settimana di dicembre ho fatto gli onori di casa accogliendo Gian Antonio,un caro amico che vive a Pondicherry e sua sorella Luisa in visita a Varanasi. E' stato bello percorrere tutto quello che la città sacra offre guardandolo con la purezza e l'apertura dei loro occhi ancora magicamente bambini.



Siamo stati anche a Khajuraho ad ammirare i suoi bellissimi templi incluso l'antichissimo tempio di 64 yoghini...appena fuori dal centro...costeggiando il laghetto. Un luogo veramente speciale, in parte distrutto ma ancora pregno d'energia estrema e potente.


Gennaio e febbraio, come sempre, ho vissuto al sud, tornando in Tamil Nadu.
Ho vissuto a Golconde un piacevolissimo luogo adatto alla riflessione interiore gestito dall'organizzazione dell'ashram di Sri Auribindo e la Mere.


Poi il mio annuale ritiro di dieci giorni Vipassana a Tiruvannamalai.
Infine una settimana ai piedi di Arunachala, la montagna sacra , nell'ashram di Ramana.
Lì mi sono sorpresa più volte a guardare nostalgica l'acqua della grande vasca sacra sita proprio dietro al vecchio tempio così ho capito che dovevo tornare a casa...da Madre Ganga.
E per Shivaratri ero là a vivere quella lunga notte...magica...surreale...rapita dai mille mantra inneggianti.


Quest'anno, per la prima volta, ho trovato il coraggio di buttarmi nei festeggiamenti di Holi...la festa dei colori. Una celebrazione molto sentita in India, una sorta di capodanno e carnevale messi insieme.
E' una festa dai toni eccessivi dove se esci per strada sei letteralmente travolto da bombe d'acqua colorata e da raffiche di polvere dai mille colori. L'idea di primo acchito può sembrare accattivante ma vi posso garantire che per affrontarla bisogna essere dell'umore giusto. Il segno di colore che ti viene fatto è un tocco Divino per la tradizione induista e quindi non puoi rifiutarlo, qualsiasi modo arrivi. Peccato che oggigiorno a differenza del passato i colori siano chimici, difficili da togliere dagli abiti e tossici per la pelle. Comunque ribadisco, se si è dell'umore giusto, è un divertente delirio!



Con Marzo  l'ombra di paura che  col suo manto ha coperto tutta l'umanità.
Una mattina all'alba ho salutato Ganga. Già tutti nelle case i ghat erano per la prima volta deserti. Mentre salivo le scale per raggiungere il taxi e andare all'aeroporto ho incontrato un ragazzo aveva la mascherina - Torna presto- mi ha detto...gli ho sorriso guardandolo dritto nei suoi occhi smarriti.






 

lunedì 12 agosto 2019

Oggi, 31 Luglio 2019 sono riuscita a fermarmi...e a scrivere per voi!

Sono tornata in Italia a metà aprile eppure solo oggi mi trovo davanti al computer a scrivere di me, dei miei viaggi e delle compagne che hanno condiviso con me la loro avventura.
Mi giro indietro e rivivo la partenza per l'India lo scorso ottobre 2018.
Arrivai al Gange con ancora lo zaino in spalle e quel flebile affannato respiro di chi, immagino, si trova ormai vicino alla morte.  Ma appena lo vidi, ne sentii l'odore e ne percepii l'abbraccio fu il risveglio e capii di avere ancora tanta vita davanti...e altro che vita...tanti cambiamenti da allora...un turbinio!


Per i festeggiamenti di Diwali è venuta a trovarmi a Varanasi la mia amica Prabha di Pondicherry. Lei, finalmente, mi ha assegnato il nome indiano...più appropriato che mai: Ganga dasi (serva del Gange per devozione).
Poi, dopo tanti anni, ho cambiato abitazione spostandomi da Assi ghat a casa di una giovane coppia che vive in India, lei di origini italiane anche se vissuta sempre in Spagna e lui bramino.
Quest'anno, Varanasi è stata insolitamente frenetica, popolata da decine e decine di sadhu provenienti dalla vicina Allahabad dove si è celebrato il Kumba Mela.




Miriadi e miriadi di pellegrini sono arrivati da tutto il mondo e se devo essere egoisticamente sincera hanno turbato molto il rapporto esclusivo e privato che ho con quel luogo.
Anche il suo consueto aspetto topografico era in cambiamento. Le ruspe stavano distruggendo tante vecchie case ma preservando religiosamente perfino i più minuscoli tempietti.  Case di poco valore eppur sempre mattoni che donavano un aspetto ...quell'aspetto che sapevi essere da sempre e per sempre...in cambio di un tunnel che dal Gange porterà i devoti al tempio d'oro: Vishwanath temple evitando loro disumane code sotto il sole cocente.



Le due viaggiatrici di quest'anno, venute in momenti diversi, avevano caratteristiche che non rientravano nella consuetudine. Sia Mariagrazia che Deborah superavano di pochi anni la quarantina e la difficoltà, almeno per ciò che mi riguarda, più che l'India è stata la differenza generazionale.
Insomma...un anno diverso.



Avvisaglie di qualcosa di molto più grande e profondo che avverrà?
Ho finito di scrivere il libro...finalmente...un lavoro non facile che mi ha vista costretta a sintetizzare gli ultimi 20 anni di vita.
Ora sono in Maremma per un lavoro speciale...aiutare un amico!
Scusate...sono in grado di fare solo un elenco...sono in sospeso...!
Mi sento un uccello in planata...che si lascia andare ai venti...del momento...!
Ho, comunque, fiducia...!
Come sempre atterrerò senza farmi male.....



martedì 6 novembre 2018

Commenti ai viaggi 2018


Circa un anno fa acquistavo il biglietto per il mio primo viaggio in India con largo anticipo sulla mia data di partenza (marzo 2018) quasi come se avessi voluto mettermi davanti al fatto compiuto impedendomi di cambiare idea.
Da un po' di tempo leggevo articoli, commenti, resoconti su quello che un po' tutti i viaggiatori appassionati considerano il viaggio dei viaggi...l'India...un viaggio fuori e dentro se stessi.
Ma come affrontare un'esperienza del genere?
Nella mia vita ho visitato molti Paesi e sempre in piena autonomia, cercando di entrare a contatto con la realtà dei luoghi e delle persone, mischiandomi il più possibile, evitando i percorsi più turistici e in perfetta libertà.
Ma già dai resoconti che leggevo ho capito che questa volta avrei avuto bisogno di qualcuno al mio fianco...non una guida (odio i viaggi organizzati) ma un compagno...che mi aiutasse a guardare e capire un mondo che sapevo mi avrebbe travolta, senza farmi schiacciare.
Sono sicura che nella vita niente capiti per caso e quando quel giorno a pranzo sono entrata in un ristorantino, dove poi non ho mai più messo piede, e ho trovato proprio vicino al mio tavolo dei bigliettini con su scritto VIAGGI IN INDIA PER DONNE OVER 50 ho capito che era ora di partire...partire per la prima volta da sola, senza l'appoggio di una figura maschile, prendere l'aereo e andare affidandomi a una persona che avrebbe messo a disposizione la sua esperienza di viaggiatrice...non un compagno ma una COMPAGNA di viaggio.
Oggi di quel viaggio non cambierei niente. E' stata un'esperienza totalizzante.
L'India ti sovrasta bombardando i tuoi sensi senza pietà...alla stazione di Delhi in partenza per Agra per un attimo ho pensato"non ce la posso fare"! Gli odori, la puzza, i corpi,il frastuono dei clacson, la polvere...sentivo la nausea salire e una specie di ribellione che mi bloccava...sentivo il mio corpo, la mia mente che cercavano di resistere, si opponevano a tutto quello che vedevano e sentivano. Poi un po' alla volta ho smesso di resistere e mi sono semplicemente lasciata andare. E ho cominciato a distinguere i volti tra la folla, gli occhi grandi e scuri dei bambini, quelli brillanti delle donne e quelli caldi dei vecchi ossuti. Ho cominciato a sentire gli odori, intensi e avvolgenti, a vedere i colori ovunque intorno a me e a sentire i suoni e le voci e l'abbaiare dei cani (tantissimi). 
E mi sono persa, all'alba, sulle sponde del Gange camminando nella semioscurità fra corpi che si denudano prima di affidarsi alle sue acque...Varanasi splendida e magica, anche nei suoi rituali più oscuri con le pire che brillano sui bordi dei Ghat le fiamme e il fumo che si alza...come tutto appare semplice e naturale. E lì ho assaporato il silenzio.
Ho negli occhi e nel cuore tanti momenti di questo viaggio...la salita dalla porta di Galta al Tempio delle scimmie a Jaipur...la città fantasma di Fatephur Sikri e la splendida moschea Jama Masjid...i ragazzi del Progetto Alice seduti in meditazione nel cortile della scuola a Sarnath...lo scintillio del Tempio d'Oro luogo sacro per eccellenza e i bellissimi Sikh con i loro turbanti colorati...
Ma sono veramente troppi i ricordi e credo che ciascuno conservi nel profondo quelli che più lo hanno segnato...per me Varanasi.
Ho detto che di questo viaggio non cambierei niente neanche i disagi...le notti in treno, i pullman stipati di gente e nessuno che si alzi per farti sedere anche se hai il tuo bello zaino sulle spalle e sei una donna, i tuc tuc che sfrecciano e tu rimani aggrappato aspettandoti da un momento all'altro di andare a sbattere, il frastuono dei clacson ininterrotto e assordante, lo smog, la polvere...la puzza.
Sono convinta che tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessi incontrato una persona che ha saputo affiancarmi in questa esperienza guidandomi senza interferire, aiutandomi nelle difficoltà senza ammorbidirle,spiegandomi senza cercare di convincermi, senza mai forzare...e guidata da un amore profondo per quel Paese che ti comunica in ogni sua scelta o gesto.
Per questo dico grazie Sara e arrivederci a presto.

Dora


Sono andata nel Tamil Nadu a gennaio 2018 con Rossana, una mia amica e Sara, la nostra guida.
Tre settimanr che ho vissuto con intensità.
India vuol dire non solo un continente, ma un universo, un Paese prima vissuto nell'immginario come altro tra noi e poi, toccato con mano, ancora più lontano dal nostro mondo.
Sara, come Virgilio e Beatrice per Dante, ci ha condotto nelle aspre contraddizioni di quelle terre: bellezze, suoni,sapori vivissimi che impregnano l'aria e ogni nostro senso...e povertà, sporcizia, disgusto appena sfiorati da noi, viziate donne occidentali. Ma sopra ogni altra cosa, Sara ci ha fatto affacciare sulla cultura e la spiritualità di quelle genti, ci ha condotte per mano a, se non a capire, almeno a rispettare, i magici luoghi dove il Divino può assumere le sembianze di una Vacca o di un Fiume.
Mi sono anche ammalata e sono stata amorevolmente presa in carico da Sara che mi ha accompagnato dal vecchio medico dell'Ashram di Sri Aurobindo a Pondicherry. Ho potuto passare il tempo della convalescenza in una casa con una grande terrazza sul tetto da cui potevo osservare l'andamento della vita quotidiana degli indiani che abitavano li'.
I suoni provenivano dai Templi e dalle Moschee, tutto si mescolava in una crescente sinfonia del moderno stare al mondo insieme alla presenza viva del passato di ineguagliabile bellezza...il richiamo di quella civiltà è fortissimo...ci tornerò.

Raffaella



L'India per me è stata:
la danza africana ad Auroville
il Matrimandir, Tempio di Auroville
i letti di giunco con dei bei materassi, una terapia per il mio dolore alle spalle
l'ottimo cibo
il negozio di Fabindia a Pondicherry
il sito di Mamallapuram
il tempio di Tiruvannamalai e l'Aarti, la cerimonia induista all'Ashram di Ramana Maharshi
gli ottimi prezzi
il bianco villone dell'amico di Sara accanto alle capanne
dormire nello stesso letto con Sara (una bella prova per me che amo il letto singolo e magari anche la camera singola)
i viaggi in autobus
le assurde serrature delle porte, non ve le posso spiegare le dovete vedere
le spezie deliziose
i rickshaw e le contrattazioni di Sara per il prezzo
le strade a scorrimento "veloce" con camion, autobus, auto, moto, altri mezzi, carri e trattori stracarichi, mucche, cani, capre un caravanserraglio bello da vedere ma non bisogna avere fretta...
i sari coloratissimi delle donne
i cani affamati e forse rognosi che rovistano nella spazzatura ma non abbaiano mai...quindi in virtù del fatto che i cani sono come i padroni ho dedotto che i nostri cani che hanno tutto sono isterici e quelli indiani invece rilassati come i loro padroni...
i fiori del mercato, i fiori nei capelli delle donne, le ghirlande di fiori intorno al collo delle mucche
le costose bustine di piselli, si vendono confezioni da 10 chicchi di pisello...
i disegni con le polveri colorate (rangoli), un buon augurio davanti alla porta di casa
i giovani indiani, ragazzi e ragazze che nei Templi o durante le feste ti avvicinano per fare delle foto con te...si comincia con 2 persone e 1 foto per arrivare a 10 persone e 20 foto...difficile andar via!
Ma il sale del viaggio è arrivato inaspettato, quando la mia amica si è ammalata di influenza. Siamo state costrette a rimanere 8 giorni a Pondicherry e qui ho vissuto la mia piccola avventura poichè Sara
doveva prendersi cura di Raffaella.
Visitando da sola la cittadina ho scoperto che poteva essere un grande piacere, percorrevo quei 2 Km. dal centro alla casa a piedi. Mi sembrava di essere un'esploratrice.
Andavo all'Ashram, al tempio di Ganesh, cercavo l'Ufficio Postale, i negozi con i prodotti di Auroville, la farmacia, e poi il ristorante dove mangiavo indiano e un giorno sono entrata in uno veramente lussuoso e sola soletta mi sono mangiata un'aragosta, vino bianco e dolce per soli 12 euro.
In queste mie passeggiate cercavo di passare inosservata per prudenza e quindi non ho fatto foto ma ciò che più rimpiango è di aver evitato per timore (non so quanto giustificato) contatti con la gente del posto, una richiesta d'informazioni, una foto insomma qualcosa per entrare in relazione.
Ma la paura si sà, limita la nostra vita.
L'influenza della mia amica e una mia modesta tracheite ci hanno fatto conoscere un aspetto del sistema sanitario in quella parte dell'India...una piacevole scoperta!
Un ambulatorio dell'Ashram modesto nella struttura e nelle attrezzature ma con un bravo medico che ci ha visitato 3 volte in una settimana, prescritto una terapia adeguata (ovvero non sovradimensionata) fornendoci via via il numero preciso di compresse prescritte.
Tutto questo gratuito...potevi lasciare un'offerta in un'apposita scatola prima dell'uscita solo se volevi.
Non so se tornerò in India, però mi sento in sintonia con quello che mi ha raccontato un italiano che ho conosciuto e che vive là...ecco cosa dice:..."quando sono tornato dalla mia prima volta in India ero sconcertato da quello che avevo visto, la povertà estrema, la sporcizia, le malattie...con il passar del tempo l'idea che mi ero fatto dell'India è cambiata e sono riaffiorate alla memoria tutte le sensazioni piacevoli che avevo provato in diverse situazioni...alla fine dopo 2 anni di grande nostalgia ho deciso di ripartire e una volta arrivato ho capito che dovevo rimanere...ormai vivo qui da 25 anni e non mi sono mai pentito della mia scelta".
Questo è quello che posso dire del mio primo viaggio in India.
Un grande grazie a Sara che ha dovuto fronteggiare gli imprevisti causati dalle nostre malattie da lei risolti senza problemi.
Un grazie a Raffaella che  ha risposto subito si alla mia proposta di andare in India e di affrontare un viaggio così impegnativo malgrado non avessimo mai fatto un viaggio insieme.

Rossana





lunedì 7 maggio 2018

Lungo il cammino della consapevolezza

Ormai sono in Italia da circa un mese.
L'India mi è sfuggita dalle mani risucchiata dal vortice del passato lasciandomi sola e nuda a fronteggiare il momento senza lasciare tregua neanche al mio stordimento.
E' stato un rientro netto, violento, così immediatamente catapultata in questa realta' opposta piena di cambiamenti, in un presente completamente da inventare.




 Eppure sto bene... una sottilissima eppur fortissima energia simile ad un rigido filo di naylon  mi pervade tutta dandomi anche attimi di eccitamento che centellino per tenerli a bada.
Lungo il cammino di consapevolezza che, in questi ultimi 11 anni sto percorrendo, ho visto che nei momenti difficili "mettersi in ascolto", fermarsi un attimo in "attesa"e pensare con fiducia che sicuramente ci sara' un modo per....da forza alle vibrazioni positive che si emanano, come un boomerang tornano indietro cariche esattamente di quello che divinamente è perfetto  per noi.

1)  CHE COSA FAI IN INDIA? .....IMPARO
2)  CHE COSA IMPARI?.....A VIVERE





Le donne che quest'anno hanno viaggiato con me sono state 3.
A gennaio, sono venute in Tamil Nadu Rossana e Raffaella. Il viaggio di per sè non è stato propriamente quello che ci si aspettava poichè prima una poi l'altra si sono ammalate e quindi su 21 giorni 10 sono andati per curarsi. In ogni caso molto interessante dal punto di vista umano perchè questa difficoltà ha portato ad un grande salto di consapevolezza per tutte noi.






La terza Dora, arrivata a marzo, ha avuto il dono di riuscire a lasciarsi andare e per me che le stavo accanto è stato magnifico vedere come l'India si lasciasse scoprire da lei avvolgendola col suo fascino intenso.


Siamo andate a Delhi, Agra, Fathepur Sikri, Varanasi, Sarnath, Amritsar, di nuovo Delhi per il volo di ritorno.





              

   Infine, i miei 5 mesi veramente intensi.





Ho avuto il grande onore di poter vivere per 20 giorni nell'atmosfera di Golconde, costruzione d'avanguardia creata dagli architetti Antonin Raymond e George Nakashima nel 1937/45.

Uno spazio quieto e meditativo dove tutto è stato accuratamente pensato per favorire l'esperienza spirituale.

L'esperienza di vivere completamente coinvolta all'interno degli allegorici festeggiamenti di un sontuoso matrimonio indiano. Un qualcosa di inimmaginabile alla nostra cultura.


Giorni e giorni di rituali, di profonde promesse rese ancora più indelebili perchè fatte difronte a tutta la comunità...la stessa comunità che ha visto crescere, generazione dopo generazione, la famiglia dello sposo e della sposa...un impegno quasi impossibile da rompere...ora ho capito un po' di più il loro sguardo di attonita sorpresa ogni volta che mi capita di dire che sono divorziata!




Balli, scenari colorati, luci, suoni, fiori, tanto cibo per tutti perchè tutti possono partecipare...amici per condividere ma anche nemici usando la circostanza per perdonare.





E poi la mia Varanasi che non mi delude mai.

Qui ho goduto il momento più intimo, quello più emozionante di quest'anno grazie all'arrivo del Primo Ministro indiano Mr. Modi e del Presidente francese Mr. Macron.
Per accoglierli con la massima spettacolarità e sicurezza hanno tolto tutte le barche dal Gange organizzando sui Ghat spettacoli di ogni tipo...un lungo, variopinto teatro che loro hanno potuto ammirare passandoci davanti navigando le acque del Fiume.




Il mio  momento unico ed emozionante non è stato allora ma la sera avanti quando, ricevendo la speciale benedizione dei bramini appena prima di presiedere la cerimonia di Aarti, ho potuto pregare Madre Ganga libera dalle barche, dalla gente, dai flash delle macchine fotografiche...io e Lei...percepivo la Sua naturale grandezza e la materna dolcezza mentre con le sue mani "acquose" mi accarezzava i piedi.  


  

domenica 12 novembre 2017

L'Anima del Viaggiatore

L'Anima del Viaggiatore




Stamani, mentre scendevo le scale di casa per andare incontro alla giornata, ho sentito il profumo del caffè appena fatto.
E' entrato dalle narici e io l'ho aiutato ad entrare socchiudendo gli occhi per un attimo e lasciandomi completamente andare all'estasi di quel lungo respiro.
Non era solo profumo di caffè, io tra l'altro lo bevo raramente da quando ho smesso di fumare, ma tutto ciò che rappresenta per me: ricordi, memorie.
L'infinito spazio del mondo emozionale mi ha completamente avvolta nel calore familiare, in un abbraccio mistico che rassicura, protegge e allo stesso tempo stimola ad andare verso lo sconosciuto della giornata senza timore.
Un attimo breve, seppur intensissimo, che mi ha lasciata pulita, senza strascico di nostalgia piena di gioia ed energia.
Anzi, un sorriso sornione e complice ha carezzato l'immagine del mio prossimo arrivo in India.
Fra poche ore, ormai, sentirò nelle spezie e gli incensi, nelle luci e nei canti, nei colori e nei fiori lo stesso calore, lo stesso abbraccio protettore perchè  CASA è nell'Aria e nel Cuore.

lunedì 17 aprile 2017

E' l'ora di tornare....

Quale immagine migliore del posto dove si nasce può scuotere l'anima errante del viaggiatore e convincerlo a tornare...



  








Quest'anno sono stata in India per più di 5 mesi...come sempre molto intensi. Appena arrivata a Delhi l'impazienza di rivedere il Gange mi ha spinta a prendere il primo treno per Benares e ancora con lo zaino in spalla ho salutato il sole che all'alba sorgeva dalla sua sponda                           


Non riesco mai a trattenere la commozione, inevitabilmente piango... grata d'esser lì.
Per un numero di giorni che non è mai lo stesso lascio che il fiume mi coccoli, curi le mie ferite.



Cammino e cammino lungo i ghat osservando la vita, così diversamente attiva e lenta nei ritmi, che accompagna lo scorrere dell'acqua...mi cibo di quella magica devozione di cui l'aria è pregna e quando sento che il momento giusto arriva scendo le scale e andandogli incontro mi concedo.


La celebrazione di Diwali, la festa delle luci, mi ha travolta nel suo vortice di gente eccitata. Mi scoprivo leggera a saltare, a ridere, a scherzare contagiata da quella voglia di festa che solo loro son capaci di fare...come migliaia di bambini orgogliosi di riuscire a stupirti senza trega in quel turbinio di suoni, luci, fiori...e colori!


Verso sera, non potevo assolutamente mancare Ganga Aarti...bellissima cerimonia a Dashashmedh Ghat. Mi piaceva concludere la giornata così, chiedendo al fuoco purificatore di proteggere anche me insieme a Madre Ganga.



Verso la metà di Dicembre il freddo dell'inverno mi ha fatto migrare al sud, in Tamil Nadu, un altro posto che amo, che apprezzo e consiglio per la sua varietà di situazioni mantenendo, beninteso, l'autenticità della tradizione indiana.
Il clima tropicale del luogo ci regala, nei primi mesi dell'anno, un meraviglioso clima primaverile...la natura cresce felice e rigogliosa, verde, pulita lungo la costa che argina il mare.


E' molto particolare anche l'interno...piatto...arido...solo cespuglio spinoso e sassi...piccoli, grandi. Intere montagne composte da massi lisci e rotondi meta di scimmie e pavoni.



Qui ho accolto la viaggiatrice di quest'anno: Carla...arrivata per Pongal...forse la festa più importante del Sud con i suoi bei Rangoli, disegni propiziatori di Buon Anno fatti dalle donne, davanti alla porta di casa, non con matite o gessetti ma lasciando semplicemente scorrere polvere colorata dalle dita con mirabile maestria.




Siamo andate in giro per un mese: Auroville, Pondicherry con l'Ashram di Sri Aurobindo e Mere, Chidambaram, Pichavaram con la sua foresta di mangrovie,


luoghi sacri come Rameshwaram,


il meraviglioso tempio di Madurai, Tanjore, Tiruvannamalai con l'Ashram di Ramana Maharshi e il pellegrinaggio intorno alla montagna sacra Arunachala,


Mamallapuram con la sua quieta spiaggia e siti Unesco di straordinaria bellezza...bello...un Tamil Nadu generoso...grazie!


Lasciata Carla, il richiamo del Gange è tornato impetuoso e per Shivaratri...ero di nuovo là... in quella notte perenne...a celebrare Lord Shiva nella città di Shiva con pujia intense, canti dai Veda, luna piena e devozione.


Mi sono fermata fino ad Holy...la festa dei colori. Per tre giorni la gente si traveste e si colora. I bambini ti fermano per avere dolcetti, caramelle o soldi da spendere in giochi.
Ho lasciato un'India così ...colorata e folle, io ebbra di tante emozioni. A Delhi, quando l'aereo si è staccato dal suolo ho chiuso gli occhi e stretto il cuore...un piccolo intenso attimo di dolore che lentamente, svanendo in quel cielo neutrale, si è trasformato in nostalgia ...di casa, di cari, di amici, di cibo,di odori....era l'ora di tornare Sara...mi son detta!